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10
Feb

La Città Metropolitana…
a che punto siamo?

Le Città Metropolitane, sorte in ogni parte del mondo, sono gli snodi dello sviluppo: luoghi in cui avvengono processi di accellerazione attraverso l’incontro tra competenze, manifattura, creatività, tecnologia e cultura.

Da noi queste città sono un soggetto istituzionale di recente costituzione, dopo anni di attesa hanno visto la luce con la legge Del Rio in un’ottica però esclusivamente legata alla necessità politica di abolire e sostituire le Province. In Italia non vi è dunque una idea forte sulla funzione delle Città Metropolitane, ed il loro attuale assetto istituzionale, che prevede organi di governo non eletti direttamente dai cittadini, ne depotenzia il ruolo.

Anche la Città Metropolitana di Firenze vive questa indeterminazione e negli ultimi anni ogni discussione sui possibili assetti istituzionali è stata orientata dagli equilibri politici del momento. La riduzione di finanziamenti e di personale tiene le Città Metropolitane in perenne stato di emergenza e non vi sono le risorse adeguate per avviare la nuova mission di soggetto in grado di costruire visione e pianificazione strategica.

Il principale strumento normativo è “Il Piano Strategico Metropolitano”: al momento il Consiglio Metropolitano di Firenze ha approvato un primo testo e si prevede una approvazione definitiva entro il mese di Marzo. Gli interventi proposti appaiono poco incisivi rispetto ai grandi problemi del territorio e, probabilmente, pesa la carenza di investimenti.

A questo proposito il 5 Novembre scorso è stato siglato dal Presidente del Consiglio Renzi e il Sindaco Metropolitano Nardella il Patto per la Città Metropolitana di Firenze.

Il Patto si propone di intervenire su diverse tematiche (sociale, infrastrutture, ambiente, digitalizzazione etc.) attraverso risorse provenienti prevalentemente dal Fondo di Coesione Sociale e dai Fondi Pon Metro, concentrando però questi interventi prevalentemente sul comune capoluogo.

Riteniamo che questo sia un grande limite, nonché riprova di uno squilibrio di interessi  rispetto a cui il nuovo ente non ha saputo giocare un ruolo.

La strada per dare soggettività e ruolo alla Città Metropolitana passa dalla capacità di costruire una rappresentanza più ampia degli interessi dentro una visione comune dello sviluppo metropolitano.

 

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